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		<title>Trust “Dopo di Noi”</title>
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		<pubDate>Mon, 22 Jun 2026 14:01:55 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>Quando ricevo clienti che chiedono delucidazioni sul “Dopo di Noi”, spesso utilizzo come esempio il celebre film Rain Man con Tom Cruise*. Nel film, il personaggio interpretato da Tom Cruise si presenta per reclamare la propria quota di eredità alla morte del padre,</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph">uno strumento di tutela ancora poco utilizzato</p>


<figure class="wp-block-image size-large is-resized"></figure>


<p class="wp-block-paragraph"></p>



<div class="wp-block-media-text is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-top" style="grid-template-columns:45% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" fetchpriority="high" decoding="async" width="980" height="518" src="https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2026/06/Trust1.jpg?resize=980%2C518&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1823 size-full" srcset="https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2026/06/Trust1.jpg?resize=1024%2C541&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2026/06/Trust1.jpg?resize=300%2C159&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2026/06/Trust1.jpg?resize=768%2C406&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2026/06/Trust1.jpg?resize=1536%2C812&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2026/06/Trust1.jpg?w=1582&amp;ssl=1 1582w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>di Paolo Brescia</strong> – Tesoriere Inrl </p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph" style="font-style:normal;font-weight:500"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Quando ricevo clienti che chiedono delucidazioni sul “Dopo di Noi”, spesso utilizzo come esempio il celebre film Rain Man con Tom Cruise*. Nel film, il personaggio interpretato da Tom Cruise si presenta per reclamare la propria quota di eredità alla morte del padre, immaginando di poter dividere il patrimonio con il fratello disabile (Dustin Hofman), ricoverato in un istituto per persone autistiche. Tuttavia, si trova davanti al “muro” delle volontà paterne già pianificate attraverso un sistema di protezione patrimoniale destinato esclusivamente alla tutela del fratello fragile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">È proprio questo il punto centrale che utilizzo spesso per spiegare ai clienti il senso del trust nel “Dopo di Noi”: predisporre in anticipo una struttura giuridica che garantisca protezione, assistenza e continuità di vita alla persona disabile anche quando i genitori non ci saranno più. La pellicola affronta infatti, con grande sensibilità, il tema della fragilità e della protezione delle persone con disabilità quando vengono meno i familiari che se ne sono sempre occupati. È proprio questo il cuore della Legge “Dopo di Noi”: garantire continuità assistenziale, sicurezza patrimoniale e dignità alla persona fragile anche quando i genitori o i caregiver non ci saranno più. La Legge n. 112 del 2016 rappresenta infatti uno dei più importanti interventi del legislatore italiano nel sistema di welfare sociale e familiare. L’obiettivo della normativa è favorire il benessere, l’inclusione sociale e l’autonomia delle persone con disabilità grave prive del sostegno familiare, attraverso strumenti giuridici capaci di assicurare protezione nel lungo periodo. Tra questi strumenti, il trust si è imposto come uno dei più efficaci.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Cos’è il trust nel “Dopo di Noi”</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il trust “dopo di noi” è un istituto giuridico attraverso il quale determinati beni vengono destinati esclusivamente alla cura, assistenza e tutela di una persona con disabilità. In pratica, i genitori o i familiari trasferiscono beni, somme di denaro o immobili a un soggetto gestore (trustee), il quale dovrà amministrarli nell’interesse esclusivo del beneficiario secondo regole ben precise stabilite nell’atto istitutivo. Il trust consente quindi di: </p>



<p class="wp-block-paragraph">• proteggere il patrimonio familiare;</p>



<p class="wp-block-paragraph">• garantire assistenza economica continuativa;</p>



<p class="wp-block-paragraph">• programmare il futuro della persona fragile;</p>



<p class="wp-block-paragraph">• evitare dispersioni patrimoniali;</p>



<p class="wp-block-paragraph">• assicurare controlli sulla gestione dei beni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si tratta di uno strumento particolarmente moderno perché permette di costruire un progetto personalizzato sulla base delle esigenze concrete del beneficiario, prevedendo modalità di assistenza, cure mediche, supporto abitativo e gestione economica.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’utilità sociale dell’istituto </strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">L’importanza del trust “Dopo di Noi” non è soltanto patrimoniale, ma soprattutto sociale. Molte famiglie vivono con angoscia il timore del futuro dei propri figli disabili. Il trust offre una risposta concreta a questa preoccupazione, consentendo ai genitori di pianificare con serenità il “dopo”, evitando situazioni di abbandono o difficoltà gestionali. Inoltre, l’istituto favorisce una collaborazione tra famiglia, professionisti e servizi sociali, creando una rete di protezione stabile e duratura. È quindi uno strumento che non tutela soltanto il patrimonio, ma soprattutto la persona. Le agevolazioni fiscali Uno degli aspetti più rilevanti della normativa riguarda le importanti agevolazioni fiscali previste dalla Legge “Dopo di Noi”.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In presenza dei requisiti previsti dalla legge, gli atti di costituzione del trust possono beneficiare di:</p>



<p class="wp-block-paragraph">• esenzione dall’imposta sulle successioni e donazioni;</p>



<p class="wp-block-paragraph">• applicazione in misura fissa delle imposte di registro,</p>



<p class="wp-block-paragraph">ipotecarie e catastali;</p>



<p class="wp-block-paragraph">• agevolazioni IMU in determinati casi;</p>



<p class="wp-block-paragraph">• deduzioni e detrazioni fiscali per erogazioni liberali e polizze assicurative finalizzate alla tutela della persona disabile.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le agevolazioni sono subordinate al rispetto di specifiche condizioni, tra cui la finalità esclusiva di assistenza e inclusione sociale della persona con disabilità grave. Il legislatore ha quindi voluto  incentivare l’utilizzo di questi strumenti, riconoscendone il forte valore sociale. Uno strumento ancora poco utilizzato Nonostante la grande utilità pratica e le rilevanti agevolazioni fiscali, il trust “Dopo di Noi” risulta ancora oggi poco utilizzato in Italia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Le ragioni sono diverse:</p>



<p class="wp-block-paragraph">• scarsa conoscenza dell’istituto;</p>



<p class="wp-block-paragraph">• timore verso strumenti giuridici percepiti come complessi;</p>



<p class="wp-block-paragraph">• insufficiente diffusione della cultura della pianificazione patrimoniale;</p>



<p class="wp-block-paragraph">• carenza di informazione sulle opportunità offerte dalla Legge n. 112/2016.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Molte famiglie scoprono l’esistenza del trust soltanto quando si trovano già ad affrontare situazioni di emergenza +o particolare fragilità. Per questo motivo è fondamentale promuovere una maggiore informazione sul tema, affinché sempre più persone possano conoscere uno strumento capace di offrire serenità, protezione e continuità assistenziale ai propri cari. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Conclusioni</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il trust “Dopo di Noi” rappresenta oggi una delle soluzioni più efficaci per garantire tutela, dignità e sicurezza alle persone con disabilità grave nel momento in cui viene meno il sostegno familiare. Non si tratta soltanto di un istituto giuridico o fiscale, ma di un vero strumento di civiltà sociale, che consente alle famiglie di programmare il futuro con maggiore tranquillità e consapevolezza. Diffondere la conoscenza di questi strumenti significa contribuire a costruire una società più inclusiva, attenta ai bisogni delle persone fragili e capace di offrire risposte concrete alle famiglie.</p>



<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph">A cura di Paolo Brescia – Tesoriere Inrl</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dott. Paolo Brescia</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Scarica pdf: <a href="https://bresciassociati.com/wp-content/uploads/2026/06/Giornale-del-Revisore-n3-MagGiu-026_4.pdf" target="_blank" rel="noopener" title="">https://bresciassociati.com/wp-content/uploads/2026/06/Giornale-del-Revisore-n3-MagGiu-026_4.pdf</a></p>
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		<title>“Beveridge, l’architetto dello Stato sociale moderno”</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 24 Mar 2026 13:25:32 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[Beveridge]]></category>
		<category><![CDATA[Il Giornale del Revisore]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>William Beveridge (1879–1963) fu un economista e riformatore sociale britannico, noto soprattutto per aver elaborato il modello moderno di Stato sociale (welfare state). Nonostante l’enorme influenza delle sue idee sulle politiche europee del dopoguerra, rimane oggi relativamente poco conosciuto al grande pubblico rispetto ad altri economisti del Novecento.</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure class="wp-block-image size-large is-resized"></figure>


<p class="wp-block-paragraph"></p>



<div class="wp-block-media-text is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-top" style="grid-template-columns:45% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="606" height="1024" src="https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2026/03/Giornale-del-Revisore-n.1-GenFeb-2026_7.jpg?resize=606%2C1024&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1791 size-full" srcset="https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2026/03/Giornale-del-Revisore-n.1-GenFeb-2026_7.jpg?resize=606%2C1024&amp;ssl=1 606w, https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2026/03/Giornale-del-Revisore-n.1-GenFeb-2026_7.jpg?resize=177%2C300&amp;ssl=1 177w, https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2026/03/Giornale-del-Revisore-n.1-GenFeb-2026_7.jpg?resize=768%2C1298&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2026/03/Giornale-del-Revisore-n.1-GenFeb-2026_7.jpg?w=833&amp;ssl=1 833w" sizes="(max-width: 606px) 100vw, 606px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>di Paolo Brescia</strong> – Consigliere Nazionale Inrl ed economista</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph" style="font-style:normal;font-weight:500"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>William Beveridge (1879–1963)</strong> fu un economista e riformatore sociale britannico, noto soprattutto per aver elaborato il modello moderno di <strong>Stato sociale</strong> (welfare state). Nonostante l’enorme influenza delle sue idee sulle politiche europee del dopoguerra, rimane oggi relativamente poco conosciuto al grande pubblico rispetto ad altri economisti del Novecento.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Una breve biografia</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nato in India britannica e formato nelle università inglesi, Beveridge dedicò gran parte della sua carriera allo studio della povertà, della disoccupazione e dei sistemi assicurativi sociali. Fu direttore della <strong>London School of Economics</strong> e partecipò attivamente alla vita pubblica britannica. La sua fama deriva soprattutto dal <strong>Rapporto Beveridge del 1942</strong>, documento che propose un vasto programma di riforme sociali per garantire sicurezza economica ai cittadini “dalla culla alla tomba”. Il rapporto influenzò profondamente le politiche sociali del Regno Unito e, successivamente, dei Paesi europei nel secondo dopoguerra. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il concetto di Stato sociale</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Per Beveridge, lo <strong>Stato sociale</strong> non significava un’economia completamente statalizzata, ma un sistema in cui lo Stato garantisse a tutti i cittadini:</p>



<p class="wp-block-paragraph">• un reddito minimo di sicurezza,</p>



<p class="wp-block-paragraph">• accesso universale alla sanità,</p>



<p class="wp-block-paragraph">• istruzione e servizi sociali essenziali,</p>



<p class="wp-block-paragraph">• protezione contro disoccupazione, malattia e vecchiaia.</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’obiettivo era combattere quelli che Beveridge definì i “cinque grandi mali” della società moderna: povertà, malattia, ignoranza, degrado abitativo e disoccupazione.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Uno Stato sociale anche liberale</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un aspetto spesso dimenticato è che Beveridge non era un teorico socialista radicale: la sua visione era compatibile con un liberalismo sociale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Secondo lui:</p>



<p class="wp-block-paragraph">• il mercato restava lo strumento principale di produzione della ricchezza;</p>



<p class="wp-block-paragraph">• lo Stato interveniva per garantire <strong>pari opportunità e sicurezza minima</strong>, non per sostituirsi completamente all’iniziativa privata;</p>



<p class="wp-block-paragraph">• la protezione sociale rafforzava la libertà individuale, perché senza sicurezza economica la libertà formale rimaneva vuota.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Per questo motivo, lo Stato sociale può assumere anche una <strong>forma liberale,</strong> nella quale welfare e mercato non sono contrapposti ma complementari.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Stato sociale e critica del populismo</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Le idee di Beveridge offrono anche una chiave di lettura contemporanea per criticare alcune forme di populismo. Il populismo tende spesso a:</p>



<p class="wp-block-paragraph">• promettere benefici immediati e selettivi a gruppi specifici,</p>



<p class="wp-block-paragraph">• contrapporre “il popolo” alle istituzioni,</p>



<p class="wp-block-paragraph">• proporre politiche redistributive prive di sostenibilità di lungo periodo.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il modello beveridgiano, al contrario, insisteva su: </p>



<p class="wp-block-paragraph">• <strong>universalità dei diritti sociali</strong> (non privilegi per gruppi particolari),</p>



<p class="wp-block-paragraph">• sostenibilità finanziaria dei sistemi di welfare,</p>



<p class="wp-block-paragraph">• responsabilità individuale accanto alla protezione pubblica.</p>



<p class="wp-block-paragraph">In questa prospettiva, lo Stato sociale non è uno strumento di consenso politico immediato, ma una <strong>struttura istituzionale stabile</strong> che mira a garantire sicurezza economica, coesione sociale e funzionamento efficiente dell’economia di mercato.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La costituzione economica italiana e l’eredità beveridgiana</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La costituzione economica italiana</strong>, nata dal compromesso politico tra culture liberali, socialdemocratiche e cattolico-sociali nel secondo dopoguerra, presenta numerosi elementi vicini all’impostazione di Beveridge. La Costituzione non costruisce un sistema socialista, ma un’economia di mercato corretta da forti garanzie sociali: tutela del lavoro, diritto alla salute, istruzione pubblica, previdenza e assistenza sociale. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Questo modello riflette una logica molto simile a quella beveridgiana:</p>



<p class="wp-block-paragraph">• il <strong>mercato</strong> resta il principale motore della produzione della ricchezza;</p>



<p class="wp-block-paragraph">• lo <strong>Stato</strong> assicura i diritti sociali fondamentali e interviene per ridurre le disuguaglianze più gravi;</p>



<p class="wp-block-paragraph">• la protezione sociale è concepita come condizione per l’effettiva libertà dei cittadini e per la stabilità democratica. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Critica delle politiche “spot” e uso inefficiente delle</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>risorse</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Alla luce di questa impostazione, è possibile formulare una critica alle cosiddette misure spot, cioè interventi pubblici molto costosi ma frammentati, temporanei o destinati a platee ristrette, che producono effetti limitati sulla condizione reale delle persone. Tali politiche spesso assorbono ingenti risorse finanziarie senza incidere in modo significativo sulle cause strutturali delle disuguaglianze o della precarietà economica. (vedi mio articolo sulle risorse impegnate per la riduzione delle aliquote fiscali)</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’approccio coerente con la tradizione del welfare europeo — e con l’impostazione beveridgiana — suggerisce invece di concentrare la spesa pubblica su <strong>settori fondamentali e permanenti dello Stato sociale</strong>, come:</p>



<p class="wp-block-paragraph">• sanità pubblica,</p>



<p class="wp-block-paragraph">• istruzione e formazione,</p>



<p class="wp-block-paragraph">• politiche attive del lavoro,</p>



<p class="wp-block-paragraph">• infrastrutture sociali e servizi territoriali,</p>



<p class="wp-block-paragraph">• sistemi previdenziali e di assistenza ben strutturati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Investimenti di questo tipo hanno effetti più duraturi, migliorano concretamente le opportunità individuali e rafforzano la coesione sociale, evitando la dispersione delle risorse in interventi episodici con ritorni marginali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>In questa prospettiva, il vero insegnamento di Beveridge non consiste soltanto nell’espansione della spesa sociale, ma soprattutto nella programmazione razionale e universale delle politiche di welfare, orientata a costruire istituzioni solide e continuative piuttosto che interventi frammentari legati alle contingenze politiche del momento.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dott. Paolo Brescia</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/11/Pubblicazioni_Giornale-del-Revisore-n.5-SetOtt-2025_8.pdf" target="_blank" rel="noopener" title="">Scarica pdf</a></p>
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		<title>Il caso ILVA tra interesse generale, rischio sociale e… Costituzione disattesa.</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Tue, 23 Dec 2025 13:57:01 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Negli ultimi anni la crisi dell’Ilva di Taranto ha portato lo Stato italiano a intervenire direttamente nella struttura societaria dell’azienda, assumendone una quota significativa attraverso Invitalia, l’agenzia pubblica che si occupa di investimenti e politiche industriali. L’ingresso dello Stato nel capitale della società aveva l’obiettivo dichiarato di garantire la continuità</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure class="wp-block-image size-large is-resized"></figure>


<p class="wp-block-paragraph"></p>



<div class="wp-block-media-text is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-top" style="grid-template-columns:45% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" decoding="async" width="980" height="664" src="https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/12/Ilva.png?resize=980%2C664&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1726 size-full" srcset="https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/12/Ilva.png?resize=1024%2C694&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/12/Ilva.png?resize=300%2C203&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/12/Ilva.png?resize=768%2C521&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/12/Ilva.png?w=1522&amp;ssl=1 1522w" sizes="(max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>di Paolo Brescia</strong> – Consigliere Nazionale Inrl ed economista</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph" style="font-style:normal;font-weight:500"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Negli ultimi anni la crisi dell’Ilva di Taranto ha portato lo Stato italiano a intervenire direttamente nella struttura societaria dell’azienda, assumendone una quota significativa attraverso Invitalia, l’agenzia pubblica che si occupa di investimenti e politiche industriali. L’ingresso dello Stato nel capitale della società aveva l’obiettivo dichiarato di garantire la continuità produttiva dell’impianto siderurgico più grande d’Europa; sostenere gli ingenti investimenti necessari per l’adeguamento ambientale e preservare un asset strategico per l’intera filiera dell’acciaio italiana. Nonostante l’intervento pubblico, l’Ilva continua purtroppo a vivere una fase critica caratterizzata da una produzione ai minimi storici, una incertezza sulla governance futura e crescenti tensioni tra esigenze di tutela ambientale, necessità occupazionali e competitività industriale. Il risultato è un quadro complesso, in cui la presenza dello Stato doveva garantire e mediare tutte le fasi critiche. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>L’impatto sociale di un’eventuale chiusura dell’impianto.</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La prospettiva di una chiusura dell’Ilva avrebbe un impatto sociale ed economico senza precedenti in Italia, con effetti sull’occupazione diretta e indiretta. Nello specifico migliaia di lavoratori dell’acciaieria perderebbero il posto di lavoro. Inoltre l’indotto, composto da imprese di logistica, manutenzione, trasporti e servizi, subirebbe un effetto domino devastante. Si stima che complessivamente l’area di Taranto e la regione Puglia potrebbero perdere decine di migliaia di posti di lavoro tra diretti e indiretti. Deve poi far riflettere un dato in particolare: Taranto è fortemente dipendente dall’Ilva, una chiusura totale dell’impianto porterebbe ad un rapido calo del reddito complessivo della popolazione; un aumento della disoccupazione giovanile e adulta; un peggioramento delle condizioni di povertà e marginalità; ed una profonda crisi del commercio locale e dei servizi. Così come sarebbero da non sottovalutare gli effetti sulla filiera industriale nazionale: l’acciao prodotto dall’Ilva è considerato un bene strategico per numerose filiere italiane, tra cui quelle dell’automotive, delle costruzioni, degli elettrodomestici e della meccanica avanzata. Senza considerare, poi, che la inevitabile e conseguente dipendenza dall’importazione di acciaio estero, aumenterebbe il costo dei prodotti italiani e ridurrebbe la competitività delle imprese. </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>La mancata applicazione degli articoli 42 e 43 della nostra Costituzione</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Vale la pena, poi, fare altre riflessioni: la discussione sull’Ilva non è solo economica e sociale, ma anche costituzionale. Nello specifico la Costituzione italiana contiene due articoli fondamentali per i casi in cui un bene o un’attività assumono rilevanza strategica per la collettività: l’articolo 42 (2° comma) stabilisce che la proprietà privata può essere espropriata per motivi di interesse generale, dietro corresponsione di un giusto indennizzo. Ed inoltre l’articolo 43 (1° comma) prevede la possibilità che lo Stato, gli enti pubblici o comunità di lavoratori e utenti possano assumere in regime di esclusiva attività che riguardano servizi pubblici essenziali o fonti di energia, oppure situazioni di monopolio e che abbiano carattere di preminente interesse generale. Ebbene questi due articoli della nostra Costituzione, alla luce dell’attuale stallo nella vicenda Ilva, risultano completamente disattesi. E questo perché l’Ilva rientra perfettamente nella categoria delle attività di <strong>interesse generale</strong>, per tre motivi. Il primo attiene alla <strong>cosiddetta Strategicità industriale:</strong> l’Italia non dispone di alternative equivalenti in grado di sostenere la domanda nazionale di acciaio. C’è poi un altrettanto cruciale motivo legato all’<strong>Interesse occupazionale</strong>: migliaia di famiglie dipendono direttamente o indirettamente dal ciclo produttivo. Infine una motivazione che attiene l’<strong>Equilibrio territoriale</strong>: la sopravvivenza economica di Taranto è legata alla presenza dell’acciaieria. Eppure, a ben vedere, nonostante queste tre priorità, gli articoli 42 e 43 non sono stati mai utilizzati pienamente: lo Stato è entrato nel capitale sociale senza però assumere la piena gestione pubblica dell’attività; non è stato attivato alcun meccanismo di esproprio per interesse generale; e non è stata riconosciuta la natura di “servizio pubblico essenziale” alla produzione dell’acciaio, che avrebbe permesso un controllo pubblico stabile e diretto. La conseguenza è una gestione ibrida, fragile, spesso soggetta a contenziosi, che non permette né un risanamento ambientale compiuto né una pianificazione industriale di lungo periodo.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Caso British Steel: un modello di riferimento</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Se si guarda all’estero abbiamo alcuni modelli di riferimento che vale la pena evidenziare. ad esempio il governo inglese ha emanato lo <strong>Steel Industry Bill</strong>, voluto dal premier laburista Keir Stramer per il passaggio sotto controllo pubblico dello stabilimento di <strong>Scunthorpe</strong>, dopo che i cinesi avevano dichiarato di voler fermare gli impianti. L’Inghilterra nonostante abbia una Costituzione consuetudinaria, e non scritta, ha ritenuto opportuno intervenire in un settore strategico quale è appunto l’acciaio.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Conclusioni</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il caso Ilva è uno dei simboli più evidenti della difficoltà italiana nel coniugare la tutela dell’ambiente, la salute dei cittadini, la salvaguardia del lavoro, una politica industriale lungimirante e l’applicazione coerente della Costituzione. Mentre la crisi dell’azienda continua a trascinarsi, gli strumenti previsti dalla Carta non vengono utilizzati nella loro piena potenzialità, lasciando il Paese in una posizione di incertezza permanente.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dott. Paolo Brescia</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/12/ILVA2.pdf" target="_blank" rel="noopener" title="">Scarica pdf</a></p>
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		<title>Deontologia etica e indipendenza</title>
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		<pubDate>Mon, 17 Nov 2025 10:42:22 +0000</pubDate>
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					<description><![CDATA[<p>L'Ordine e la Fondazione dei Commercialisti di Monza e Brianza sono lieti di comunicare che è ora possibile iscriversi al corso webinar<br />
 <br />
Commercialisti Revisori legali Deontologia etica<br />
 e indipendenza, parti correlate, 231, sostenibilità<br />
 </p>
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										<content:encoded><![CDATA[<p class="wp-block-paragraph"><em>&nbsp;</em></p>


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<div class="wp-block-media-text is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-top" style="grid-template-columns:58% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="724" height="1024" src="https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/11/RevAutunnoINRL25bis.jpg?resize=724%2C1024&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1671 size-full" srcset="https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/11/RevAutunnoINRL25bis-scaled.jpg?resize=724%2C1024&amp;ssl=1 724w, https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/11/RevAutunnoINRL25bis-scaled.jpg?resize=212%2C300&amp;ssl=1 212w, https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/11/RevAutunnoINRL25bis-scaled.jpg?resize=768%2C1086&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/11/RevAutunnoINRL25bis-scaled.jpg?resize=1086%2C1536&amp;ssl=1 1086w, https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/11/RevAutunnoINRL25bis-scaled.jpg?resize=1448%2C2048&amp;ssl=1 1448w, https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/11/RevAutunnoINRL25bis-scaled.jpg?w=1810&amp;ssl=1 1810w" sizes="auto, (max-width: 724px) 100vw, 724px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="wp-block-paragraph"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>di Paolo Brescia</strong> – Tesoriere dell&#8217;Inrl</p>



<figure class="wp-block-table"><table class="has-fixed-layout"><tbody><tr><td>L&#8217;Ordine e la Fondazione dei Commercialisti di Monza e Brianza sono lieti di comunicare che è ora possibile iscriversi al corso webinar<br>&nbsp;<br><strong>Commercialisti Revisori legali&nbsp;<em>Deontologia etica</em><br><em>&nbsp;e indipendenza, parti correlate, 231, sostenibilità</em></strong><br><strong>&nbsp;</strong><br>che si terrà nelle giornate del 29 ottobre, 5, 12 e 19 novembre, a partire dalle 10.00 in diretta attraverso la piattaforma GotoWebinar.<br><strong>&nbsp;</strong><br><strong><u>Tutti gli incontri saranno accessibili, a partire dal giorno successivo alla diretta, come elearning registrati accreditati</u></strong><br><strong>&nbsp;</strong><br>Intervengono:<br><strong>Simona Pastorino</strong> &#8211; Dottore Commercialista, Internal Audit, Revisore Legale. Componente della Commissione ISA istituita presso il MEF in rappresentanza dell&#8217;Istituto Nazionale Revisori Legali<br><br><strong>Camilla Rubega</strong> &#8211; Dottore Commercialista, iscritta all’ODCEC di Vicenza, Revisore Legale. Componente della Commissione ISA istituita presso il MEF in rappresentanza dell&#8217;Istituto Nazionale Revisori Legali<br><br><strong>Paolo Brescia</strong> &#8211; Dottore Commercialista, Revisore Legale. Componente Commissione Etica e Indipendenza presso il MEF in rappresentanza dell’Istituto Nazionale Revisori Legali. Responsabile Centro Studi Assoprofessioni<br><br>Programma del corso:<br>&nbsp;<br><u>Mercoledì 29 ottobre, 10.00 – 13.00, in diretta webinar</u><br><strong>Deontologia etica e indipendenza del Revisore</strong><br>Il codice italiano di Etica e Indipendenza<br>Lo scetticismo professionale: obbligo di legge e principio di revisione<br>Principio italiano di etica e indipendenza per l’attestazione della rendicontazione di sostenibilità<br>&nbsp;<br><u>Mercoledì 5 novembre, 10.00 – 13.00, in diretta webinar</u><br><strong>Le criticità nei rapporti con le parti correlate</strong><br>ISA Italia 550 &#8211; Parti correlate<br><br><u>Mercoledì 12 novembre, 10.00 – 14.00, in diretta webinar</u><br><strong>Il modello 231</strong><br>Il modello di organizzazione gestione e controllo ex D.lgs. 231/2001 – i controlli per la prevenzione dei reati<br>&nbsp;<br><u>Mercoledì 12 novembre, 10.00 – 12.00, in diretta webinar</u><br><strong>Sostenibilità</strong><br>Il Decreto Legislativo 6 settembre 2024 n. 125 di attuazione della Direttiva UE 2022/2464 e l’obbligo di rendicontazione della sostenibilità.</td></tr></tbody></table></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><a href="https://bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/11/RevAutunnoINRL25bis.pdf" target="_blank" rel="noopener" title="">Scarica il documento</a></strong></p>
</div></div>



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		<title>Partecipazione dei lavoratori alla vita delle imprese: la legge della ‘svolta’</title>
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		<dc:creator><![CDATA[Segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Mon, 10 Nov 2025 17:09:08 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[News / Convegni]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[2025]]></category>
		<category><![CDATA[Il Giornale del Revisore]]></category>
		<category><![CDATA[Legge 15 maggio 2025]]></category>
		<category><![CDATA[n. 76]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Paolo Brescia – Tesoriere dell'Inrl</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure class="wp-block-image size-large is-resized"></figure>


<p class="wp-block-paragraph"></p>



<div class="wp-block-media-text is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-top" style="grid-template-columns:45% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="980" height="421" src="https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/11/svolta.png?resize=980%2C421&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1637 size-full" srcset="https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/11/svolta.png?resize=1024%2C440&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/11/svolta.png?resize=300%2C129&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/11/svolta.png?resize=768%2C330&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/11/svolta.png?resize=1536%2C660&amp;ssl=1 1536w, https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/11/svolta.png?w=1606&amp;ssl=1 1606w" sizes="auto, (max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>di Paolo Brescia</strong> – Tesoriere dell&#8217;Inrl</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph" style="font-style:normal;font-weight:500"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Finalmente, una svolta, con la Legge 15 maggio 2025, n. 76 che attua l’art 46 della Costituzione. E forse è giunto il momento di attuare anche l’art 39 della Costituzione sulla personalità giuridica dei sindacati.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Costituzione italiana, entrata in vigore nel 1948, contiene tra i suoi principi fondamentali gli articoli checompongono la cosiddetta “Costituzione economica”, volti a promuovere il ruolo del lavoro nella vita sociale ed economica del Paese. Tra questi, due articoli – l’art. 46 e il 4° comma dell’art. 39 – sono rimasti a lungo privi di attuazione legislativa concreta.</p>



<p class="wp-block-paragraph">• <strong>Art. 46</strong>: “Ai fini dell’elevazione economica e sociale del lavoro. . . la Repubblica riconosce il diritto dei lavoratori a collaborare, nei modi e nei limiti stabiliti dalle leggi, alla gestione delle aziende.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">• <strong>Art. 39</strong>, comma 4: prevede il riconoscimento giuridico dei sindacati con personalità giuridica e piena capacità contrattuale, anch’esso mai pienamente concretizzato. <strong>Cosa recita la Legge 15 maggio 2025, n. 76</strong> </p>



<p class="wp-block-paragraph">Dopo decenni di mancata attuazione, il legislatore ha approvato la Legge 15 maggio 2025, n. 76, pubblicata in Gazzetta Ufficiale il 26 maggio 2025 ed entrata in vigore il 10 giugno 2025. Questa legge introduce, per la prima volta nel nostro ordinamento, un quadro normativo organico volto a realizzare concretamente il principio dell’art. 46 Cost.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Gli obiettivi principali son quelli di favorire la collaborazione tra lavoratori e imprese; preservare e incrementare l’occupazione e valorizzare il lavoro sul piano economico e sociale, coerentemente con i principi dell’economia sociale e della sostenibilità.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Le quattro forme di partecipazione previste dalla legge:</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1. Partecipazione gestionale</strong> – accesso dei rappresentanti dei lavoratori agli organi societari (Consiglio di Sorveglianza o di Amministrazione, secondo il modello di governance adottato), purché previsto dagli statuti e disciplinato dai contratti collettivi </p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2. Partecipazione economica e finanziaria</strong> –distribuzione di profitti, incentivi fiscali e piani di azionariato o conversione premi in azioni, con benefici fiscali;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>3. Partecipazione organizzativa</strong> – istituzione di commissioni paritetiche per innovazione, miglioramento di processi, prodotti e organizzazione del lavoro;</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>4. Partecipazione consultiva</strong> – espressione di pareri e proposte sulle decisioni aziendali, tramite rappresentanze sindacali o strutture bilaterali in assenza di rappresentanze.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Istituzione della Commissione nazionale permanente (presso il CNEL)</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La legge istituisce anche una nuova <strong>Commissione nazionale permanente per la partecipazione dei lavoratori</strong>, con funzioni di pareri non vincolanti, raccolta di buone pratiche, relazioni biennali sullo stato della partecipazione, proposte normative e incentivanti e monitoraggio tramite verbali.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Conclusioni</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">La Legge n. 76 del 15 maggio 2025 rappresenta non solo un passo giuridico rilevante ma un vero cambio di paradigma nella governance d’impresa. Dopo decenni di attesa, il principio costituzionale della partecipazione dei lavoratori (art. 46) trova finalmente una concreta cornice legislativa, allineando l’Italia ai modelli europei più avanzati. Sicuramente la forma di Governance societaria che più si addice a tale partecipazione è il sistema monistico. Molte volte ho parlato, anche in questa pregevole Rivista dei termini positivi di tale tipo di governance. Tale forma di amministrazione prevede all’interno del Cda un comitato per il controllo della gestione (art 2409-octiesdecies). Il rappresentante dei lavoratori ben può essere introdotto all’interno di tale comitato.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Resta ancora da affrontare il nodo dell’art. 39, comma 4: il riconoscimento giuridico dei sindacati come attori di diritto nella contrattazione. Il rilancio di quel capitolo costituzionale, insieme con i nuovi strumenti partecipativi, può costituire la base per un modello sociale ed economico profondamente rinnovato: più equo, competitivo e sostenibile.</p>



<figure class="wp-block-image size-large"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="495" height="1024" src="https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/11/Presidente.png?resize=495%2C1024&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1645" srcset="https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/11/Presidente.png?resize=495%2C1024&amp;ssl=1 495w, https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/11/Presidente.png?resize=145%2C300&amp;ssl=1 145w, https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/11/Presidente.png?w=562&amp;ssl=1 562w" sizes="auto, (max-width: 495px) 100vw, 495px" /></figure>



<p class="wp-block-paragraph"><strong><em>L’INRL al tavolo permanente sul lavoro presso il MIL</em></strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Poco prima della pausa estiva si è tenuta, presso la sede del Ministero del Lavoro e delle Politiche Sociali, la riunione del <strong>tavolo permanente sul lavoro autonomo</strong> previsto dal Jobs Act per l’occupazione indipendente (Legge n. 81/2017), presieduta dal ministro <strong>Marina Calderone</strong>. Alla riunione ha partecipato anche l’<strong>INRL</strong> insieme alle altre organizzazioni di rappresentanza delle professioni e ai dirigenti del Dicastero, per la raccolta di proposte in vista della prossima manovra di bilancio. In quella occasione il Vice Presidente dell’Istituto <strong>Carlo Pontesilli</strong>, presente all’incontro, ha dichiarato: <em>“Abbiamo apprezzato l’invito del Ministero che, dopo le nostre richieste, ci ha finalmente coinvolto nel confronto sui temi della riforma del lavoro autonomo e professionale. Un gesto che dimostra esplicitamente come l’INRL sia considerato, a tutti gli effetti, uno degli interlocutori di riferimento nella sua qualità di sindacato di rappresentanza dei professionisti, iscritti al Registro dei Revisori Legali presso il MEF. Infatti i Revisori, in attesa di una cassa previdenziale autonoma, attualmente sono inseriti nel regime della gestione previdenziale separata da cui discende la nostra partecipazione al tavolo  permanente del Ministero del Lavoro. Ovviamentesiamo molto interessati a seguire da vicino l’iter della riforma prospettata dal Ministero e nelle prossime riunioni illustreremo le nostre proposte nelle quali evidenzieremo le peculiarità della categoria professionale dei Revisori che presenta caratteristiche simili a quelle del sistema ordinistico, quindi orientati a costituire una cassa autonoma o confluire in una cassa previdenziale esistente ma nel frattempo intendiamo tutelare al meglio le migliaia di Revisori Legali iscritti presso la gestione separata”</em>. Il dialogo riprenderà già nella prima metà di settembre con una riunione dedicata a un approfondimento su struttura e funzionalità di Appli, l’Assistente Personale per il Lavoro, la piattaforma realizzata dal Ministero del Lavoro per l’orientamento e l’accompagnamento al lavoro dei giovani professionisti.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dott. Paolo Brescia</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/11/Pubblicazioni_Giornale-del-Revisore-n.5-SetOtt-2025_8.pdf" target="_blank" rel="noopener" title="">Scarica pdf</a></p>
</div></div>



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		<title>Dal Manifesto di Ventotene alla disciplina del Diritto di Proprietà all’interno della nostra Costituzione</title>
		<link>https://bresciassociati.com/dal-manifesto-di-ventotene-alla-disciplina-del-diritto-di-proprieta-allinterno-della-nostra-costituzione/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Wed, 04 Jun 2025 09:08:10 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[News / Convegni]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[2025]]></category>
		<category><![CDATA[Diritto di Proprietà]]></category>
		<category><![CDATA[Il Giornale del Revisore]]></category>
		<category><![CDATA[Manifesto di Ventotene]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Paolo Brescia – Consigliere nazionale Inrl</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure class="wp-block-image size-large is-resized"></figure>


<p class="wp-block-paragraph"></p>



<div class="wp-block-media-text is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-top" style="grid-template-columns:45% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="900" height="478" src="https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/06/costituzione.png?resize=900%2C478&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1621 size-full" srcset="https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/06/costituzione.png?w=900&amp;ssl=1 900w, https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/06/costituzione.png?resize=300%2C159&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/06/costituzione.png?resize=768%2C408&amp;ssl=1 768w" sizes="auto, (max-width: 900px) 100vw, 900px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>di Paolo Brescia</strong> – Consigliere nazionale Inrl</p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph" style="font-style:normal;font-weight:500"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel dibattito attuale, è utile ricordare che la nostra Carta costituzionale, nasce da una sintesi tra culture politiche diverse: cattolica, socialista, liberale. La “limitazione” della proprietà privata, spesso evocata come minaccia, è in realtà una sua valorizzazione in funzione della collettività.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La lettura moderna dell’articolo 42 Costituzione non può prescindere dalla storia italiana: un Paese che ha saputo costruire benessere diffuso grazie anche a un uso intelligente del pubblico, senza negare l’iniziativa privata. In un contesto globale segnato da nuove tensioni economiche, catene di approvvigionamento instabili e l’introduzione di dazi commerciali sempre più aggressivi, la funzione sociale della proprietà privata può rappresentare un valore aggiunto. Quando i mercati si fanno turbolenti, la capacità di uno Stato di intervenire in modo coordinato, responsabile e in nome dell’interesse collettivo si rivela uno strumento di stabilizzazione e di protezione.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa visione si intreccia anche con un altro principio costituzionale: l’articolo 47, che afferma che “La Repubblica incoraggia e tutela il risparmio in tutte le sue forme; disciplina, coordina e controlla l’esercizio del credito.” Insieme, questi articoli formano un asse di protezione sociale ed economica, che guarda al cittadino non solo come consumatore o contribuente, ma come soggetto attivo e titolare di diritti economici.</p>



<p class="wp-block-paragraph">E forse, nel richiamarsi al Manifesto di Ventotene, sarebbe utile ricordare anche questa lezione: la libertà e la crescita economica devono sempre camminare insieme alla giustizia sociale — e in tempi incerti, questi principi possono essere la chiave per affrontare il futuro con maggiore equità e resilienza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Dal Manifesto di Ventotene all’Articolo 42: la funzione sociale della proprietà tra Costituzione, boom economico e pubblico interesse. Le recenti dichiarazioni della presidente del Consiglio Giorgia Meloni sul Manifesto di Ventotene hanno riacceso il dibattito sui valori fondativi dell’Europa e sul ruolo dell’Italia nella costruzione di una società più giusta, libera e solidale. Ma per comprendere appieno la portata di queste affermazioni, è utile tornare alle radici Costituzionali della Repubblica italiana e al modo in cui i padri costituenti hanno concepito il rapporto tra proprietà privata e interesse collettivo. La funzione sociale della proprietà: l’articolo 42 della Costituzione</p>



<p class="wp-block-paragraph">La Costituzione italiana, promulgata nel 1948, non nega la proprietà privata, ma la inserisce in un quadro di responsabilità sociale. L’articolo 42 stabilisce che: “La proprietà è pubblica o privata. I beni economici  appartengono allo Stato, a enti o a privati. La proprietà privata è riconosciuta e garantita dalla legge, che ne determina i modi di acquisto, di godimento e i limiti allo scopo di assicurarne la funzione sociale e di renderla accessibile a tutti.”</p>



<p class="wp-block-paragraph">Questa norma, influenzata dalla cultura del tempo, risente profondamente dello spirito del Manifesto di Ventotene, scritto nel 1941 da Altiero Spinelli ed Ernesto Rossi durante il confino fascista sull’isola omonima. Il manifesto invocava una società europea libera dai nazionalismi, capace di superare l’ingiustizia sociale e garantire libertà e diritti ai cittadini. In questo contesto, la proprietà privata non era un dogma inviolabile, ma un diritto che doveva essere armonizzato con il bene comune. Il contesto storico: boom economico e partecipazione pubblica Nel dopoguerra, l’Italia affrontava sfide enormi: ricostruzione, disoccupazione, povertà diffusa. Ma fu proprio grazie alla visione di uno Stato attivo nell’economia che si gettarono le basi per il cosiddetto “miracolo economico” degli anni ’50 e ’60.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Un momento emblematico fu la nazionalizzazione dell’energia elettrica nel 1962, che portò alla nascita dell’ENEL come ente pubblico. Contrariamente a un’interpretazione puramente liberista, questa scelta fu vista come coerente con i principi costituzionali: lo Stato interveniva in un settore strategico, garantendo l’accesso all’energia a tutta la popolazione e orientando lo sviluppo industriale del Paese.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Non era una negazione del mercato, ma un atto di bilanciamento: la proprietà privata restava garantita, ma subordinata alla sua funzione sociale. In questo modo, la Costituzione non solo permetteva, ma in un certo senso legittimava interventi di interesse collettivo. E in questo momento, come non possiamo ricordare Papa Francesco che nel paragrafo 189 dell’esortazione apostolica Evangelii Gaudium pubblicata il 24 novembre 2013, rimarcava e sottolineava la funzione sociale di qualunque forma di proprietà privata.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dott. Paolo Brescia</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/06/ARTICOLO-MANIFESTO-DI-VENTOTENE.pdf" target="_blank" rel="noopener" title="">Scarica pdf</a></p>
</div></div>



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		<title>L’importanza della valutazione di impatto generazionale nella legge di bilancio</title>
		<link>https://bresciassociati.com/limportanza-della-valutazione-di-impatto-generazionale-nella-legge-di-bilancio/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Fri, 04 Apr 2025 06:17:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
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		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[2025]]></category>
		<category><![CDATA[impatto generazionale]]></category>
		<category><![CDATA[legge di bilancio]]></category>
		<category><![CDATA[valutazione]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Paolo Brescia - per il Centro Studi Assoprofessioni</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure class="wp-block-image size-large is-resized"></figure>


<p class="wp-block-paragraph"></p>



<div class="wp-block-media-text is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-top" style="grid-template-columns:45% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="256" height="141" src="https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/03/GIORNALE-REVISORE-DEFINITIVO-ESG.jpg?resize=256%2C141&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1565 size-full"/></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>di Paolo Brescia &#8211; per il Centro Studi Assoprofessioni</strong></p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph" style="font-style:normal;font-weight:500"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Non soltanto i disegni di legge ma anche la legge di bilancio dovrebbe sottostare alla VIG,Valutazione di Impatto Generazionale di cui all’art.14 della Legge 246/05</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>La premessa: l’art. 14 della Legge 246 del 2005 prevede al comma 2 una valutazione preventiva del Governo sui disegni di legge in relazioni agli effetti ambientali e sociali ricadenti sui giovani e sulle generazioni future . la VIG (Vakutazione Impatto Generazionale) è dunque lo strumento principale per constatare il diario generazionale. Il DM dell’8 luglio 2022 ha introdotto le linee guida per la valutazione dell’impatto generazionale delle politiche pubbliche…</em></p>



<p class="wp-block-paragraph">Sicuramente la diminuzione delle aliquote e il taglio del cuneo fiscale presenti nella legge di bilancio sono misure di immediato impatto emotivo, ma un’analisi più approfondita ci porta ad essere critici su alcuni punti. Dalla Legge di Bilancio e dalla relazione illustrativa si può evincere che tale misura costa alle casse dello stato 4 miliardi nel 2025, 5,5 miliardi nel 2026 e 5,2 miliardi nel 2027. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Per il contribuente, con un reddito di riferimento di € 35.000,00, la maggiorazione in busta paga dovrebbe attestarsi a circa € 83,00 ed a € 68 per redditi sopra € 38.000,00. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Orbene, possiamo vedere che tale intervento costa complessivamente alla casse dello stato dal 2025 al 2027, 15,5 miliardi di euro. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Nulla togliendo alla maggiorazione in busta paga, che varia in un range tra i 24 euro e gli 83 euro mensili, che per le fasce più deboli sono una cifra importante, in tutti i casi ci viene spontanea una domanda, ma siamo sicuri che lo stesso investimento pari a 15,5 miliardi, in settori come la sanità, l’istruzione, non diano un maggior vantaggio alle fasce più deboli e alle generazioni future in termini di fruizione dei relativi servizi. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Consideriamo, il settore sanitario, in cui molti cittadini sono obbligati a rivolgersi alla sanità privata per le lunghe liste di attesa a cui devono sottostare nella sanità pubblica, anche per esami di rilevante importanza e salva vita, in tali casi la maggiorazione in busta paga viene immediatamente annullata dall’esborso che il normale cittadino deve affrontare per sottoporsi alla prevenzione o alle cure rivolgendosi alla sanità privata per evitare le famigerate liste d’attesa. </p>



<p class="wp-block-paragraph">Altro capitolo importante è l’istruzione. Il nostro paese ha sempre avuto un sistema della pubblica istruzione di alto livello, ma le risorse necessarie per mantenere un elevato standard di competitività sono sempre state scarse, anzi in questa legge di bilancio sono diminuite.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Si parla nella manovra di tagli alla scuola di 5660 Docenti e 2714 ATA</p>



<p class="wp-block-paragraph">L’Italia sta attraversando un momento molto delicato, ed è il momento di cercare di investire in settori che sono alla base dello sviluppo e tenuta del tessuto sociale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La classe politica, a costo di perdere consenso, dovrebbe iniziare a programmare investimenti per le future generazioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La valutazione di impatto generazionale, richiamata anche nell’ultimo disegno di legge n° 1192, sulla semplificazione amministrativa dovrebbe essere la bussola anche per le relative leggi di bilancio. Se analizziamo, con i dati sopra riportati la legge di bilancio dello stato 2025, non possiamo non poter dire che la stessa ha un impatto generazionale negativo. Come possono avere un impatto generazionale positivo l’impiego di grandi risorse nanziarie per misure quali la riduzione delle aliquote con un modesto aumento in busta paga, nemmeno suciente a svolgere la funzione di moltiplicatore di spesa, in quanto le famiglie italiane stanno ricorrendo in maniera preponderante all’indebitamento, anche per usufruire dei servizi necessari e indispensabili, e tali risorse aggiuntive in busta paga difficilmente saranno indirizzate sui consumi ordinari.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dott. Paolo Brescia</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/03/GIORNALE-REVISORE-DEFINITIVO-n.1-FEBBRAIO-2025.pdf" title="">Scarica pdf</a></p>
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		<title>Consumo di suolo ed urbanistica DAC 169/2024</title>
		<link>https://bresciassociati.com/consumo-di-suolo-ed-urbanistica-dac-169-2024/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Sun, 16 Mar 2025 07:00:00 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Audizioni]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[News / Convegni]]></category>
		<category><![CDATA[2025]]></category>
		<category><![CDATA[Avv. Antonio Martini]]></category>
		<category><![CDATA[consumo suolo]]></category>
		<category><![CDATA[DAC 169/2024]]></category>
		<category><![CDATA[urbanistica]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Relatore Avvocato. Antonio Martini</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure class="wp-block-image size-large is-resized"></figure>


<p class="wp-block-paragraph"></p>



<div class="wp-block-media-text is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-top" style="grid-template-columns:45% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="737" height="1024" src="https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/03/Urbanistica-Martini.jpg?resize=737%2C1024&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1577 size-full" srcset="https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/03/Urbanistica-Martini.jpg?resize=737%2C1024&amp;ssl=1 737w, https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/03/Urbanistica-Martini.jpg?resize=216%2C300&amp;ssl=1 216w, https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/03/Urbanistica-Martini.jpg?resize=768%2C1067&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/03/Urbanistica-Martini.jpg?resize=1106%2C1536&amp;ssl=1 1106w, https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/03/Urbanistica-Martini.jpg?w=1179&amp;ssl=1 1179w" sizes="auto, (max-width: 737px) 100vw, 737px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Relatore Avvocato. Antonio Martini</strong></p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph" style="font-style:normal;font-weight:500"></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>ORDINE DEGLI AVVOCATI DI ROMA</strong><br><strong>Commissione Rapporti e Contenzioso P.A ed Enti Locali</strong></p>



<h3 class="wp-block-heading"><strong>CONSUMO DI SUOLO ED URBANISTICA A SEGUITO DELLE MODIFICHE DELLE NTA CON LA DAC 169/2024</strong></h3>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Mercoledì 19 marzo 2025 dalle ore 15.00 alle ore 17.00</strong><br><em>Aula Avvocati – Palazzo di Giustizia – Piazza Cavour</em></p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Indirizzo di saluto</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Avv. Paolo Nesta</strong><br>Presidente del Consiglio dell’Ordine degli Avvocati di Roma</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Modera</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Avv. Carla Canale</strong><br>Consigliera dell’Ordine degli Avvocati di Roma<br>Responsabile Commissione Rapporti e Contenzioso P.A ed Enti Locali</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>Relatori</strong></h4>



<ul class="wp-block-list">
<li><strong>Avv. Antonio Martini</strong><br><em>Commissione rapporti e contenzioso con P.A. ed Enti Locali</em><br><em>L’impatto del diritto dell’Unione europea sul diritto interno nella materia dell’urbanistica con particolare riguardo al consumo di suolo</em></li>



<li><strong>Prof. Vittoria Capuzza</strong><br><em>Conferenza dei rettori delle Università Italiane</em><br><em>Profili giuridici nella storia nazionale e romana dei Piani Regolatori</em></li>



<li><strong>Avv. Andrea Barletta</strong><br><em>Commissione rapporti e contenzioso con P.A. ed Enti Locali</em><br><em>La monetizzazione sostitutiva della cessione degli standard urbanistici: l’evoluzione normativa e giurisprudenziale anche alla luce della DAC 169/2024 e differenza con il contributo di costruzione</em></li>



<li><strong>Avv. Francesco Lanata’</strong><br><em>Commissione rapporti e contenzioso con P.A. ed Enti Locali</em><br><em>Le misure di salvaguardia a seguito dell’adozione della variante urbanistica e lo speciale regime transitorio introdotto dalla DAC 169/2024</em></li>
</ul>



<p class="wp-block-paragraph">Le domande di iscrizione, nel limite di&nbsp;<strong>200</strong>, si inoltrano mediante prenotazione&nbsp;<strong>on-line</strong>&nbsp;sul sito&nbsp;<a href="www.ordineavvocatiroma.it">www.ordineavvocatiroma.it</a>.</p>



<p class="wp-block-paragraph">La rilevazione automatica delle presenze sarà effettuata esclusivamente tramite il tesserino professionale aggiornato provvisto di codice a barre, non oltre mezz’ora dopo il previsto inizio e non prima degli ultimi dieci minuti rispetto al previsto orario di fine dell’evento.</p>



<h4 class="wp-block-heading"><strong>AI PARTECIPANTI VERRANNO RICONOSCIUTI TRE CREDITI FORMATIVI ORDINARI</strong></h4>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Consigliere Segretario</strong><br><em>Alessandro Graziani</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Il Presidente</strong><br><em>Paolo Nesta</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><em>Delibera del 6 marzo 2025-33</em></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/03/Urbanistica-Martini.jpg" target="_blank" rel="noopener" title="">Scarica immagine</a></p>
</div></div>



<p class="wp-block-paragraph"></p><p>The post <a href="https://bresciassociati.com/consumo-di-suolo-ed-urbanistica-dac-169-2024/">Consumo di suolo ed urbanistica DAC 169/2024</a> first appeared on <a href="https://bresciassociati.com">Brescia Associati</a>.</p>]]></content:encoded>
					
		
		
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		<title>Il sistema di Governance Monistico e il suo ruolo strategico nell’attuazione degli ESG</title>
		<link>https://bresciassociati.com/il-sistema-di-governance-monistico-e-il-suo-ruolo-strategico-nellattuazione-degli-esg/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 13 Mar 2025 16:36:27 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[News / Convegni]]></category>
		<category><![CDATA[Pubblicazioni]]></category>
		<category><![CDATA[2025]]></category>
		<category><![CDATA[affari]]></category>
		<category><![CDATA[ESG]]></category>
		<category><![CDATA[governance]]></category>
		<category><![CDATA[monistico]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>di Paolo Brescia - tesoriere Inrl</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure class="wp-block-image size-large is-resized"></figure>


<p class="wp-block-paragraph"></p>



<div class="wp-block-media-text is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-top" style="grid-template-columns:45% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="256" height="141" src="https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/03/GIORNALE-REVISORE-DEFINITIVO-ESG.jpg?resize=256%2C141&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1565 size-full"/></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>di Paolo Brescia &#8211; tesoriere Inrl</strong></p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph" style="font-style:normal;font-weight:500"></p>



<p class="wp-block-paragraph">Il sistema monistico è un modello di governance aziendale in cui il controllo e la gestione dell’impresa sono concentrati in un unico organo: il <strong>Consiglio di Amministrazione</strong>. Questo sistema si contrappone a quello dualistico, che prevede invece la separazione tra un <strong>Consiglio di Gestione</strong> e un <strong>Consiglio di Sorveglianza</strong>. La principale caratteristica del sistema monistico è l’integrazione della funzione di controllo direttamente all’interno del Consiglio di Amministrazione, attraverso la presenza di un <strong>comitato per il controllo e la revisione interna</strong>, composto da amministratori indipendenti. Questo approccio consente un monitoraggio più immediato e diretto delle attività aziendali, migliorando l’efficacia del controllo e la tempestività delle decisioni.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Vantaggi del Sistema Monistico</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>1. Maggiore Efficienza Decisionale</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Nel sistema monistico, la gestione e il controllo sono strettamente collegati, riducendo i tempi di comunicazione tra gli organi e garantendo una maggiore fuidità nelle decisioni strategiche. Questo evita duplicazioni di funzioni e riduce la burocrazia.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>2. Integrazione di Competenze Specialistiche</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph">Un aspetto fondamentale del sistema monistico è la possibilità di includere all’interno del Consiglio di Amministrazione professionisti con diverse esperienze e competenze (ad esempio esperti di sostenibilità, governance e finanza). Questo porta a un controllo più qualificato e a una gestione più consapevole dei rischi ESG.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>3. Maggiore Trasparenza e Controllo Interno</strong><br>La presenza di amministratori indipendenti nel comitato di controllo interno garantisce un monitoraggio più imparziale e rigoroso sulle decisioni della società. Questo si traduce in un migliore allineamento con le pratiche di buona governance, rafforzando la fiducia degli investitori e degli<br>stakeholder.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>4. Adattabilità alle Normative ESG</strong><br>Con l’introduzione degli standard ESG, le aziende devono dimostrare un elevato livello di responsabilità nella gestione ambientale, sociale e di governance. Il sistema monistico, con la sua struttura fessibile e integrata, consente una più rapida implementazione di strategie ESG, facilitando il rispetto delle normative e migliorando la sostenibilità aziendale.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>5. Riduzione del Rischio di Confitti tra Organi di Controllo</strong><br>A differenza del modello dualistico, in cui il Consiglio di<br>Sorveglianza può entrare in contrasto con il Consiglio di<br>Gestione, nel sistema monistico il coordinamento è più efficace, riducendo il rischio di disallineamenti e migliorando la reattività dell’azienda a situazioni critiche.<br><strong>L’Applicazione del Sistema Monistico nelle Strategie<br>ESG</strong><br>L’evoluzione normativa e le pressioni del mercato stanno spingendo le aziende a integrare sempre più i fattori ESG nelle loro strategie aziendali. In questo contesto, il sistema monistico rappresenta una soluzione ottimale per migliorare la sostenibilità e la governance interna.<br>Attraverso la presenza di amministratori con competenze ESG all’interno del consiglio, si può:</p>



<p class="wp-block-paragraph">Monitorare più efficacemente l’impatto ambientale e sociale dell’azienda.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Assicurare l’integrazione dei principi ESG nella strategia<br>aziendale.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Rafforzare il dialogo con gli investitori e gli stakeholder.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Adottare misure di trasparenza e responsabilità più efficaci.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><br><strong>Conclusioni</strong><br>L’adozione del sistema monistico offre numerosi vantaggi in termini di efficienza, trasparenza e capacità di adattamento agli standard ESG. La sua struttura permette di migliorare la qualità del controllo interno, ridurre i tempi decisionali e garantire una governance più solida e sostenibile.<br>In un contesto in cui la sostenibilità è sempre più centrale per le aziende e per gli investitori, il modello monistico rappresenta una scelta strategica per chi vuole coniugare <strong>innovazione, responsabilità e crescita a lungo termine</strong>.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dott. Paolo Brescia</strong></p>



<p class="wp-block-paragraph"><a href="https://bresciassociati.com/wp-content/uploads/2025/03/GIORNALE-REVISORE-DEFINITIVO-ESG.pdf" target="_blank" rel="noopener" title="">Scarica pdf</a></p>
</div></div>



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		<title>Commissione Affari Costituzionali del Senato</title>
		<link>https://bresciassociati.com/commissione-affari-costituzionali-del-senato/</link>
		
		<dc:creator><![CDATA[Segreteria]]></dc:creator>
		<pubDate>Thu, 10 Oct 2024 16:20:36 +0000</pubDate>
				<category><![CDATA[Audizioni]]></category>
		<category><![CDATA[News]]></category>
		<category><![CDATA[2024]]></category>
		<category><![CDATA[affari]]></category>
		<category><![CDATA[audizioni]]></category>
		<category><![CDATA[commissione]]></category>
		<category><![CDATA[Commissione Affari Costituzionali del Senato]]></category>
		<category><![CDATA[costituzionali]]></category>
		<category><![CDATA[ottobre]]></category>
		<category><![CDATA[senato]]></category>
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					<description><![CDATA[<p>Audizione Dott. Paolo Brescia -  Commissione Affari Costituzionali del Senato</p>
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										<content:encoded><![CDATA[<figure class="wp-block-image size-large is-resized"></figure>


<p class="wp-block-paragraph"></p>



<div class="wp-block-media-text is-stacked-on-mobile is-vertically-aligned-top" style="grid-template-columns:45% auto"><figure class="wp-block-media-text__media"><img data-recalc-dims="1" loading="lazy" decoding="async" width="980" height="654" src="https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2024/10/Commissione-Affari-Costituzionali-Senato.jpg?resize=980%2C654&#038;ssl=1" alt="" class="wp-image-1519 size-full" srcset="https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2024/10/Commissione-Affari-Costituzionali-Senato.jpg?resize=1024%2C683&amp;ssl=1 1024w, https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2024/10/Commissione-Affari-Costituzionali-Senato.jpg?resize=300%2C200&amp;ssl=1 300w, https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2024/10/Commissione-Affari-Costituzionali-Senato.jpg?resize=768%2C512&amp;ssl=1 768w, https://i0.wp.com/bresciassociati.com/wp-content/uploads/2024/10/Commissione-Affari-Costituzionali-Senato.jpg?w=1200&amp;ssl=1 1200w" sizes="auto, (max-width: 980px) 100vw, 980px" /></figure><div class="wp-block-media-text__content">
<p class="wp-block-paragraph"><strong>Audizione Dott. Paolo Brescia </strong></p>



<p class="has-medium-font-size wp-block-paragraph" style="font-style:normal;font-weight:500">Commissione Affari Costituzionali del Senato</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il giorno 10 ottobre 2024 in qualità di responsabile del Centro Studi Assoprofessioni sono stato audito presso la Commissione Affari Costituzionali del Senato sul disegno di Legge N 1192 che tratta della semplificazione normativa e il miglioramento della qualità della normazione ai fini della certezza del diritto e la tutela dei diritti individuali, della libertà di impresa e della concorrenza.&nbsp;</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il nostro intervento ha toccato molti punti, ma in particolare l’utilizzo dell’intelligenza artificiale in maniera preventiva all’emanazione della norma al fine di evitare contrasti con la normativa comunitaria, quest’ultima molto sensibile alla libertà d’impresa e della concorrenza.</p>



<p class="wp-block-paragraph">Il Ministro sul nostro punto è intervenuto precisando che il Governo si è già mosso in tal senso.</p>



<p class="wp-block-paragraph"><strong>Dott. Paolo Brescia</strong></p>
</div></div>



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